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6 Aprile 2011

Andreino Zonta ci riprova …

Inserito in News da Stefano

... e riparte dal punto in cui l'anno scorso ha dovuto abbandonare la durissima impresa.

L’infaticabile camminatore bassanese torna ad affrontare il sentiero più lungo al mondo: l’Appalachian Trail che attraversa 14 Stati americani, seguendo la costa orientale, lungo la cresta dei monti Appalachi. Una sfida impegnativa che mette a dura prova il fisico ma anche la mente di chi la compie. All’età di 71 anni, l’ex artigiano, già protagonista di faticose esperienze a piedi, ha deciso di portare a termine l’avventura iniziata nell’aprile dello scorso anno e interrottasi a luglio, dopo aver camminato per oltre 1.700 chilometri in condizioni spesso estreme e affrontando quotidianamente un dislivello di circa mille metri. Per due e mezzo ha dovuto superare acciacchi fisici, problemi logistici, imprevisti ambientali e alimentari, perdendo circa 13 chilogrammi di peso. «Ora devo completare il percorso – spiega – mi mancano più di 1.800 chilometri. Ma questa volta mi sono preparato con maggior cura, senza trascurare nessun particolare e consultandomi con esperti. C’è chi mi ha consigliato l’attrezzatura adatta, molto tecnica, perchè si arriva facilmente a sotto zero di notte, e chi ha pensato alla dose di integratori di vitamine da assumere». La partenza è fissata per lunedì 11 aprile; in aereo raggiungerà l’America spingendosi fino al punto in cui l’anno scorso decise di rinunciare, temporanemante alla sfida. «Il primo obiettivo è quello di arrivare a Katahdin», racconta, lasciando intendere che ce ne sia anche un secondo. «Se le forze me lo consentiranno – anticipa infatti – vorrei fare qualcosa di più: tornare in treno da dove ho ripreso il viaggio e da lì ripercorrere a ritroso tutto l’itinerario, arrivando quindi a Springer Mountain, nella zona settentrionale della Georgia, da dove sono partito l’altra volta». Un’avventura non da poco, che in pochi portano a termine tra i molti che l’affrontano. «In un anno, solitamente sono circa cento quelli che completano il percorso – osserva Zonta – in questo caso, viene assegnato loro una sorta di diploma, un attestato che certifica il prestigioso traguardo raggiunto e che mi piacerebbe portare a casa. Ma vedremo. Molto dipenderà dallo stato di salute. Non sono un giovanotto e ogni anno che si aggiunge si fa sentire». Da alcuni mesi Zonta si sta preparando all’impegnativa sfida dal punto di vista atletico e psicologico. «Ho già sulle gambe un migliaio di chilometri di allenamento – racconta – e un medico mi ha preparato un elenco di cibi da assumere per fronteggiare lo sforzo fisico. L’anno scorso sbagliato alimentazione: consumavo molto di più di quello che introducevo e la stanchezza ha avuto il sopravvento. È anche vero che mi rifornivo solo una volta la settimana, quando, deviando dal percorso raggiungevo qualche centro abitato, accontentandomi di quello che trovavo. Inoltre, bevevo l’acqua raccolta dai torrenti, che rendevo potabile con l’amuchina, non sempre però è risultata efficace dal momento che sono stato colpito da una forte dissenteria molto debilitante. Mi è invece stata consigliata una sostanza adatta, che acquisterò direttamente negli Stati Uniti». «So che dovrò fare i conti anche con la fauna e la flora non sempre amiche – riferisce – Serpenti a sonagli, orsi, orsetti lavatori, ma soprattutto fastidiosi insetti come le zecche per le quali sono dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del posto per un trattamento. I ripetuti incontri con i rettili mi sono rimasti impressi: ho incrociato sul sentiero sei serpenti a sonagli, uno dei quali era a meno di un metro di distanza. Fortunatamente non mi hanno mai attaccato. Anche gli orsi hanno preferito rivolgere la loto attenzione ad altro. Eppoi, vento, freddo, temporali molto violenti, alberi che cadevano all’improvviso, tassi di umidità molto elevati. Vietato abbassare la guardia anche solo per un attimo».


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