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5 Luglio 2010

Diario di Andreino Zonta: Giovedì 6 maggio 2010.

Inserito in News da Stefano

Anche oggi una bella giornata. 11 miglia da percorrere fino al prossimo shelter e come ormai consuetudine, molte salite da fare.

Allo shelter trovo un Hiker che ha già piantato la tenda, pur essendo tutto libero. Ma libero non lo era proprio, c’era un lungo biscione, dicono innoquo, ma appena tentavi di avvicinarti per scacciarlo, lui tentava di morderti. Allora decido pure io di piantare la tenda. Mi ci vuole un po’ di tempo, non sono abituato a farlo, ma credo di aver fatto un buon lavoro. Tra gli arrivi è giunto anche un altro camminatore con il suo cane, il quale ha tentato di prendere il serpente, ma si è rintanato chissà dove. Magari durante la notte te lo ritrovi nel sacco a pelo, meglio non rischiare e chiudersi in tenda! Ora oltre ai saliscendi ci sono anche dei tratti di traversata da fare, le mani sono costantemente sulla fredda roccia e l’attenzione deve essere massima. Fortunatamente mi sembra di stare meglio e di avere fatto un buon rodaggio. Non dico che non faccio fatica, anzi, ma almeno mi sento in forza e psicologicamente mi sembra di esser più forte. Si cammina sempre in mezzo al bosco, solo quando arrivi in cima al cucuzzolo della montagna il panorama si apre e puoi rimirare tutto il profilo dei monti. Ora sono nel Tennessee. Oltre agli altri Thru-Hiker durante il tragitto a volte si incontrano anche escursionisti occasionali. Incontro 3 anziane americane molto simpatiche che stanno facendo la loro gita in giornata. Facciamo qualche parola assieme e poi loro proseguono con i loro “zainetti” sulle spalle…altro che il mio. Arrivo ad Erwin e così ho la possibilità di riposare qualche altro giorno e fare provviste per i prossimi giorni. Ora sono a circa 340 miglia dalla partenza. Quando posso, scendendo nei paesi, faccio le provviste e anche il bucato. Ormai ho imparato cosa comprare, cosa si cucina meglio e in fretta e cosa ti da energia. Dai che va meglio! I compagni di avventure che si conoscono giornalmente sono tutti molto simpatici e ti aiutano anche nel momento del bisogno. Un professore americano in pensione per esempio mi ha aiutato con il dolore alla spalla che mi sta perseguitando da qualche giorno, insegnandomi qualche esercizio e consigliandomi dei medicinali ad ok. Le chiacchere poi della sera sono una continua lezione di inglese per me, pur non cavandomela male.


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