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29 Luglio 2014

ANDREINO PARTE II

Inserito in News da Stefano

Direttamente dal diario di Andreino Zonta, l'aggiornamento del suo lungo percorso fino a Gerusalemme.

“Dopo i primi 1000 km percorsi in Francia e pochi giorni di stop a casa sono ripartito il 6 giugno in aereo per raggiungere Tirana in Albania, punto di partenza del mio cammino verso Gerusalemme. I pochi giorni di riposo mi hanno spezzato un po’ il ritmo e quindi ho faticato a rimettermi in moto soprattutto per le calde temperature che ho trovato.

È stato faticoso anche ambientarsi in un paese di cui non conosco la lingua e dove pochi parlano inglese o magari l’italiano. Il traffico è molto pressante, sembra non ci siano regole, le mucche pascolano nelle rotonde… Ma dove sono finito? Le persone che lavorano si spostano dai piccoli paesi poveri verso Tirana e tutti si muovono in autobus. La campagna è abbastanza desolante e quando passo io, alto, zaino bello sostanzioso, bastoncini alla mano, passo regolare, sento gli occhi puntati della gente che mi guarda abbastanza perplessa e pochi fanno cenno di saluto.

Sto seguendo l’itinerario di Michele, un mio “collega pellegrino” conosciuto lo scorso anno mentre scendevo lungo la Francigena del Sud. Diciamo che lui è stato l’esploratore e io sto cercando di seguire le sue orme e le sue tappe, ma ogni giorno è un’incognita. Lungo il tragitto non ci sono punti tappa fissi, con posti dove si trova sicuramente ospitalità pellegrina come è lungo la Francigena o il Cammino di Santiago. I paesi che si susseguono sono molto spesso piccole frazioni di poche case, non ci sono chiese cattoliche se non in poche città più grandi e qui l’ospitalità non è così scontata come potrebbe essere in altri luoghi. Le persone non conoscono questo modo di viaggiare e pochi pellegrini solitari seguono questo itinerario. Per cui molto spesso mi sono trovato a dover scegliere se dormire nelle cosiddette “catapecchie” individuate da Michele (case abbandonate e diroccate) o scendere a compromessi con la volontà di ferro e percorrere i tratti più lunghi con l’autobus per raggiungere una sistemazione accettabile in alberghi anche pessimi, ma almeno con la possibilità di dormire al chiuso su un materasso e il “lusso” di un bagno. Non mi sono sentito di adattarmi a dormire all’aperto (lungo l’Appalachian Trail ero attrezzato e comunque si era sempre in compagnia di altri Hikers), qui invece non ho percepito sempre di camminare tranquillo, qualche volta mi si sono avvicinati strani individui che ti parlavano velocemente nella loro lingua e io ho proseguito lungo la mia strada sperando che la mia prestanza fisica incutesse un po’ di timore. Ma quello che ho davvero patito e temuto sono stati i periodici attacchi da parte dei cani randagi fin dal primo giorno e per quasi tutti i giorni a seguire, una costante. Fortunatamente senza nessuna conseguenza, ma ogni mattina partivo armato di bastoncini e spray (antizanzare, non ho trovato altro, ma almeno era un repellente per tenerli a distanza).

La media giornaliera è stata dai 25 km in su fino ad un massimo di 40-45 km. Ogni giorno sveglia prestissimo, partenza prima delle 5, qualche sosta lungo il percorso e arrivato a destinazione ogni sera c’era da contrattare sul prezzo della stanza. Sparano sempre alto ed è dura far scender il prezzo, a volte mi va di lusso, pago poco e trovo anche hotel a 4 stelle, altre volte pago tanto ed è letteralmente un’indecenza. Ma mai lamentarsi poteva andarmi peggio e dormire nella catapecchia!
Il percorso segue spesso strade asfaltate, alcune volte sentieri, si sviluppa in pianura ma con molti saliscendi, qualche montagna, passo dei bei laghi, solo pochi giorni in Albania e Macedonia e poi ritorno in Europa, nella Grecia continentale e qui attraverso molti paesi di mare e quindi abbastanza turistici e poi le grandi città di Salonicco e Alessandropoli. Fa molto caldo ma per fortuna molto spesso la sera viene rinfrescata dai temporali, meno male che riesco a camminare senza la pioggia, penso di aver già dato in Francia. Ormai sono quasi al confine della Turchia. Passare la frontiera greca non è un problema, il problema più grosso è riuscir a passare quella turca, in quanto non è possibile farlo a piedi; in bici sì ma a piedi no, ci vuole un mezzo con le ruote! Assurdo, ma per fortuna ero già stato avvisato e quindi ho iniziato subito a far l’autostop, che in questi paesi non è una prassi. Fortunatamente dopo un po’ si ferma una coppia turca e mi fa salire con loro. I controlli sono lunghi ci sono 3 blocchi da passare e il tutto ha richiesto quasi 2 ore! Gentilmente mi hanno accompagnato per 5 km oltre il confine e poi ci siamo salutati e da qui ho continuato il mio pellegrinaggio alla volta della tappa successiva. Finalmente arrivo al Mar di Marmara e kilometro dopo kilometro arrivo fino alla periferia di Istanbul che è grandissima e la strada da percorrere è tutta lungo una statale molto trafficata, rumorosa e noiosa. È il 30 giugno. Qui ho finalmente trovato quel che si chiama ospitalità presso la chiesa latina cattolica dove mi accoglie un frate cappuccino, Roberto di 88 anni originario di Reggio Emilia e da 60 anni lì. Mi è stato offerto pranzo, ho assistito alla messa e alla sera ho partecipato alla cena che il frate ha offerto a tutti i mussulmani dei dintorni organizzata in risposta ai 2-3 attentati che sono stati rivolti alla sua chiesa da degli integralisti islamici. Un bel gesto in cambio di un soppruso ricevuto. Come in ogni cammino ho incontrato molte persone, alcune poco disponibili ma anche molte che ti danno quello che possono, piccolo o grande che sia ma fatto con solidarietà.”

Sembra un paradosso, ma non è così. Il Camminatore Andreino è stato più veloce delle poste turche e italiane, ha percorso lui più velocemente i circa 1000 km che separano Tirana da Istanbul, che il suo diario arrivare a casa via posta aerea. Da Istanbul ha poi proseguito verso Ankara e da qui attraverso la Cappadocia è sceso verso Tarso e Mersin. Altri 900 km circa, alcuni percorsi in autobus per la mancanza di alloggi lungo il percorso.

Il 17 luglio con il traghetto si è spostato a Cipro, attraversando l’isola a piedi in 3 giorni e da qui il 22 luglio nonostante le notizie non molto rassicuranti è atterrato a Tel Aviv in Israele giusto la sera prima della chiusura dell’aeroporto. Già a sera si è spostato a San Giovanni d’Acri punto di partenza del pellegrinaggio con meta Gerusalemme. Akko – I’blin – Nazareth – Monte Tabor – Lavi e Tiberiade sono le città che ha raggiunto in 5 giorni. Purtroppo a Gerusalemme dovrà arrivarci con i mezzi pubblici per tutto quello che sta succedendo in questi giorni. Il percorso doveva seguire la statale 90 verso Gerico, ma non è consigliabile avvicinarsi ai territori Palestinesi.

turchiaisraele


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